Sara Zoccheddu

“Sono di Oristano e pratico salto in lungo e salto triplo. Sono venuta a Torino quest’anno (2018-2019), per studiare Ingegneria Informatica al Politecnico. Ho iniziato a fare sport a 7 anni praticando il karate e a 9 anni ho iniziato anche atletica. Fino alla stagione 2017-2018 ho praticato entrambe le attività a livello agonistico. Mi sono cimentata anche nel calcio, nel basket e nel taekwondo. Ora sono cintura nera e con questo sport ho vinto diversi titoli a livello regionale in varie categorie e un argento lo scorso anno agli Assoluti, ma è l’atletica che mi ha dato più soddisfazioni: da cadetta ho iniziato con il salto triplo e ho fatto il record sardo. Ho vinto il bronzo ai campionati di quell’anno e, poi, ho realizzato il record di salto triplo della mia categoria e di quella successiva. Ai Campionati Italiani ho avuto la migliore prestazione nazionale dell’anno e, il successivo, ho battuto il record dell’eptathlon sardo. La passione per l’atletica è nata nel 2008, dopo aver visto le Olimpiadi in televisione.  Mi ha sorpreso molto che ci fosse uno sport in cui si misurasse quanto si corresse veloce, quanto si saltasse e via discorrendo e così mio padre mi iscrisse al campo. Adesso, tra i due sport ho scelto proprio questo, sia perché fare due sport a livello agonistico con l’università sarebbe stato troppo impegnativo, sia perché l’atletica era quello in cui avevo i risultati migliori. Il gruppo che ho trovato a Torino mi ha sorpreso: è molto bello e unito e mi ricorda un po’ la mia squadra di Oristano.
Per me, coordinare studio e sport non è mai stato difficile perché sin da piccola ho avuto una buona impostazione e mi sono sempre organizzata da sola, imparando a gestire tutti gli sport con la scuola, uscendo dal liceo con pieni voti. Questa a Torino, non è la mia prima esperienza fuori casa perché ho fatto il quarto anno di liceo in Minnesota, usufruendo di una borsa di studio completa. La mia esperienza lì mi ha fatto crescere molto: mi ha aperto orizzonti nuovi, oltre a farmi conoscere una cultura diversa, e mi ha reso più sicura di me stessa. La borsa AGON è un’ottima opportunità ed è un modello che non avevo ancora visto in Italia. Per certi versi mi ricorda molto quello americano. Lì infatti valutano molto bene il binomio tra sport e cultura.”

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