Roneda Vokshi

“Ho iniziato da molto piccola a giocare a pallavolo. Ho anche praticato ginnastica artistica per un anno, ma proprio non faceva per me. Sembrerà banale, ma la mia passione per il volley è nata guardando “Mila e Shiro”. Mia mamma ha deciso, dunque, di portarmi a fare la prova: due allenamenti alla Junior Casale mi sono bastati per farmi iniziare a giocare senza più smettere da quel momento.
A Casale sono rimasta per tutte le Giovanili fino ad arrivare a giocare con la prima squadra in serie B1 in età giovanissima. Da piccola ero una schiacciatrice/ricevitrice. Con la Junior Casale ho partecipato a finali regionali giovanili e sono stata premiata come migliore giocatrice e migliore attaccante. Quando sono passata a giocare in serie B1 ho cambiato ruolo (2010-2011) e sono diventata opposto.
Nel 2014 la società ha chiuso e ho scelto di andare a giocare a Pinerolo sempre in serie B1 dove sono rimasta due anni e poi nella stagione 2016-2017 sono arrivata al Cus Torino. Quando sono arrivata qui non conoscevo coach Michele Marchiaro e mi è stato chiesto di venire a fare degli allenamenti di prova al termine dei quali è, poi, arrivata la chiamata del Vice Presidente, Davide Belluz, a cui ho risposto subito positivamente.
Ciò che mi ha convinto subito è stato il progetto Agon, proprio perché il mio obiettivo era quello di fare l’università e in particolare Giurisprudenza. Sapevo che a Bologna c’era una buona Facoltà e mi ero già informata anche tramite il mio procuratore per sapere se ci fossero squadre di serie B nella zona. Quando, però, è arrivata la conferma da parte di Belluz ho impiegato soltanto qualche ora prima di firmare.
Il connubio tra studio e sport è stato per me un fattore determinante. Ero disposta anche a scendere di categoria pur di frequentare l’università e devo ammettere che l’ambiente cussino è all’avanguardia sotto questo aspetto: se ho lezione posso frequentare e posso dare la giusta priorità allo studio, politica che in altre società di serie A non viene adottata. L’anno della Promozione ho voluto sfruttare l’opportunità perché qui avrei potuto giocare in serie A2 e studiare allo stesso tempo. Inizialmente ho pensato che potesse essere difficile fare convivere lo studio con la serie A e in effetti così è stato. L’anno scorso è stato difficile: nella sessione invernale ho dato pochi esami, ma in quella estiva, avendo avuto più tempo, ho potuto recuperare.
Il connubio tra studio e sport è stato per me un fattore determinante. Ero disposta anche a scendere di categoria pur di frequentare l’università e devo ammettere che l’ambiente cussino è all’avanguardia sotto questo aspetto: se ho lezione posso frequentare e posso dare la giusta priorità allo studio, politica che in altre società di serie A non viene adottata. L’anno della Promozione ho voluto sfruttare l’opportunità perché qui avrei potuto giocare in serie A2 e studiare allo stesso tempo. Inizialmente ho pensato che potesse essere difficile fare convivere lo studio con la serie A e in effetti così è stato. L’anno scorso è stato difficile: nella sessione invernale ho dato pochi esami, ma in quella estiva, avendo avuto più tempo, ho potuto recuperare.
Quando sono arrivata al CUS ho sentito, sin da subito, un senso di appartenenza molto grande. Il CUS per me è una grande famiglia: la società c’è, le compagne sono fantastiche e l’allenatore, lo staff e la dirigenza, hanno un grande fiuto nello scegliere le giocatrici per le quali non si analizzano soltanto le capacità tecniche e fisiche, ma soprattutto il carattere e la personalità.
La società vuole garantire la creazione di un ambiente che favorisca l’integrazione e la collaborazione. Sia l’anno scorso che quest’anno, infatti, lo spirito di squadra si sente non solo durante gli allenamenti e le partite, ma anche fuori dal campo.
Il CUS Torino è attento ai propri atleti a 360°. La società, infatti, ci ha anche messo a disposizione una nutrizionista che ha iniziato a seguire molte di noi, proprio per avere i consigli di un’esperta dell’alimentazione in ambito sportivo e non solo.
Personalmente ho seguito i consigli di Felicina Biorci. Ho iniziato con lei un percorso che mi ha portato a perdere molti chili che mi hanno permesso di avere performance migliori. Ora come ora sono abbastanza autonoma, seguo delle linee guida, le istruzioni legate anche ad avere la massima prestazione sportiva. Un anno fa, a inizio dieta, non ho mangiato carboidrati per un mese. Siamo in tante che ci siamo fatte seguire, praticamente tutta la squadra. Questo servizio che ci viene offerto è fondamentale perché noi lavoriamo con il nostro corpo. Ci tengo ancora a ringraziare la società perché ha investito per darci la possibilità di avere performance migliori.  Essere più leggeri significa saltare di più, avere più fiato, salvare le articolazioni e giocare meglio.”

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