Noura Kadja Mabilo

“Ho iniziato a fare sport seriamente con l’atletica, dall’età di otto anni circa. Ho praticato varie discipline, focalizzandomi maggiormente sul salto in alto e a 11 anni sono stata campionessa regionale, prima di lasciare questo sport a 13 anni per dedicarmi alla pallavolo. Il momento più bello che ho vissuto con il mondo dell’atletica e che porto con me sempre con grande piacere è legato agli inizi di quella avventura, quando a 8 anni, al termine di una gara, sono stata premiata da Pietro Mennea. È stato molto emozionante per me. La mia passione per il volley, invece, è nata per caso, durante un centro estivo che frequentavo. Sotto le continue spinte di un allenatore che era lì presente alla fine ho deciso di avvicinarmi a questo sport ed è stata la mia fortuna perché da quel momento in avanti non ho più smesso. Anche i miei genitori hanno spinto molto sul farmi iniziare uno sport di squadra, in quanto da molto piccola ero molto timida e chiusa. La mia esperienza è iniziata a Trieste, presso il Centro Sportivo “Coselli”, ma a 14 anni sono stata contattata dal Club Italia e mi sono dovuta trasferire a Milano. Nel capoluogo lombardo sono rimasta per tre anni, frequentando anche il liceo. Non è stato facile, soprattutto per la lontananza da casa e per la difficoltà nel conciliare sport e studio. Il primo anno ho avuto più difficoltà rispetto agli altri due, poi dopo essermi ambientata sono riuscita a trovare il giusto equilibrio e sono riuscita a trarre tanti insegnamenti molto importanti da questa esperienza.
Dopo la parentesi in azzurro sono approdata a Novara per fare un doppio campionato, in serie A1 e in serie B1, per poi passare prima a Olbia e poi a Caserta prima di approdare qui al CUS Torino. Nell’ambiente cussino, non appena sono arrivata, ho ricevuto sin da subito grande fiducia da tutti, a partire dalla società fino ad arrivare alle mie compagne che mi hanno accolto in maniera splendida. Il CUS Torino è un ambiente molto sereno, dove ogni atleta ha i suoi spazi e la società cerca di interferire il meno possibile nella vita privata di ognuno. Facendo un passo indietro e tornando alle esperienze fatte prima di approdare qui devo dire che mi sono servite tanto per crescere, sia dal punto di vista fisico che mentale. A Novara ho imparato tanto perché ho avuto la fortuna di potermi allenare e in qualche occasione anche di poter giocare con autentiche fuoriclasse, come ad esempio Cristina Chirichella, che mi hanno insegnato tanto, soprattutto sotto l’aspetto tecnico e ho imparato anche molto a curare il mio corpo per essere sempre al meglio della condizione fisica. L’esperienza di Olbia è stata la prima in cui ho avuto la possibilità concreta di giocare un campionato, quello di serie A2, da protagonista. A Caserta ho trovato, invece, un ambiente un po’ più esigente rispetto a quello sardo e ho riscontrato maggiori difficoltà ad ambientarmi. Dopo soltanto un anno, infatti, le nostre strade si sono divise e sono approdata al CUS Torino e devo dire che non avrei potuto fare scelta migliore. Il forte desiderio che avevo di iniziare a frequentare con maggiore regolarità l’università mi ha spinto a scegliere il capoluogo piemontese. Qui, come ho detto, ho trovato una società ben strutturata che dedica grande attenzione al lato umano dell’atleta. Quando ero a Caserta mi ero iscritta all’università a Milano, ma era molto difficile per me conciliare entrambe le attività. Qui, sia per una questione logistica sia per una questione di maggiore elasticità da parte di dirigenza e staff, sono riuscita a iscrivermi al Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Torino. Se ci aggiungiamo, poi, questa grande opportunità che viene offerta con il progetto AGON diventa tutto ancora più stimolante. Aver vinto la borsa di studio al primo anno per me è stato uno stimolo ulteriore per rendere al meglio anche e soprattutto in ambito universitario. Si tratta di un’occasione preziosa e sono grata al CUS Torino per l’attenzione che dedica a ogni singolo atleta.”

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