Matteo Gallo

“Sono originario di Salerno e ho venti anni. Non ho iniziato subito con l’atletica, ma con il basket. Avevo circa 6 anni, ma poco dopo ho deciso di smettere. I miei genitori mi dissero che avrei dovuto fare qualche altro sport che non fosse il calcio. Mi portarono, quindi, in un campo sportivo in provincia di Salerno, a Baronissi, gestito dai preti. Attorno a questo grande campo c’era una pista in cemento. La prova mi piacque tantissimo e, quindi, iniziai a frequentarlo, allenandomi tre volte al giorno.
Ebbi inizialmente un’allenatrice donna. Dopo qualche anno, a circa 9 anni, passai con i più grandi e cambiai allenatore. Lui mi vide e iniziò a farmi partecipare a qualche gara. Lì erano specializzati in marcia e così iniziai anche io come marciatore. La mia prima gara fu indoor, a Napoli, in un piccolo palazzetto e la vinsi. Quando passai nella categoria allievi, e quindi ai 10 Km, feci il terzo risultato migliore in Italia di quell’anno. Mi convocarono al raduno italiano. Mi avevano già preso in considerazione per gli Europei, ma l’anno dopo non ottenni dei bei risultati, anzi, furono così brutti che pensai di lasciare.
Decisi di cercare un altro allenatore con la speranza che mi aiutasse a superare questo momento. Iniziai, quindi, ad allenarmi con Tommaso Gentile in una società pugliese molto rinomata per la marcia, “Atletica Don Milani”. Mi sono allenato lì per l’estate 2016 e poi ho continuato a essere tesserato per loro, ma tornai a casa: il mio allenatore mi mandava il programma ogni giorno.
Ancora oggi sono allenato da lui. Nella stagione 2017-2018 sono arrivate anche le prime convocazioni nazionali vere e proprie. Ho fatto i Campionati Italiani di categoria ad Ancona e sono arrivato quarto. Mi hanno convocato per il triangolare tra Francia, Italia e Germania Indoor e poi per la Coppa Europa e abbiamo vinto anche il titolo europeo della categoria juniores. Sono arrivate, dunque, le soddisfazioni che in un attimo hanno cancellato tutti i sacrifici. Durante questa stagione (2018-2019), la prima al CUS Torino, abbiamo fatto il Campionato di Società di 20 km in Sicilia e sono arrivato secondo e poi i Campionati italiani ad Ancona e sono arrivato terzo.
Passando all’ambito universitario devo dire che il CUS Torino è una società all’avanguardia. Non appena arrivai feci il bando per il progetto AGON. Non entrai subito, ma quando si liberò un posto. Il CUS Torino è conosciuto moltissimo per serietà e risultati. In ambito universitario seguo un’università telematica di amministrazione aziendale perché sono arrivato a Torino quando ormai le iscrizioni erano chiuse. Se riuscissi a ottenere di nuovo la borsa il prossimo anno potrei pensare di iscrivermi fisicamente all’università e non più telematicamente.
Devo ammettere che non è semplice allenarsi e studiare. I tempi sono ridotti al minimo, ma se è quello che vuoi fare in futuro, riesci a trovare l’organizzazione giusta. Come disciplina sportiva ho scelto l’atletica e nello specifico la marcia perché rendevo molto di più. Ho trovato subito la disciplina che faceva per me. Come ho già detto, anche a distanza l’allenatore è stato ed è ancora un punto di riferimento.”

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