Elisa Morolli

“La mia carriera da sportiva non è nata con la pallavolo. I miei genitori, in quanto inseriti nel mondo del volley, hanno voluto farmi provare altri sport ed è così che ho iniziato a fare nuoto. Già a partire dalle elementari, però, ho iniziato ad avvicinarmi al mondo della pallavolo iniziando con il mini-volley continuando, però, a praticare anche il nuoto. Nel periodo della scuola media, poi, ho dovuto fare una scelta e ho deciso di dedicarmi interamente alla pallavolo. Ho iniziato a giocare vicino a casa mia, a Rimini, con qualche mia amica ed ero una schiacciatrice. Un giorno, però, a un allenamento, entrambe le palleggiatrici non c’erano e l’allenatore mi disse che avrei dovuto palleggiare io. Da quel momento sono diventata una regista a tutti gli effetti e la mia prima vera esperienza l’ho fatta a Pesaro dove in due anni ho giocato prima con le Giovanili e poi in serie C. Dopo questa parentesi, iniziata quando avevo 13 anni, sono tornata a giocare vicino a Rimini, al Viserba Volley, per fare la serie B2. L’anno successivo, quando frequentavo la seconda superiore, sono andata a giocare a Forlì, in serie B1. Anche in questo caso si è trattato di un percorso molto importante per me, anche perché per due anni ho studiato in una scuola diversa da quella in cui avevo iniziato e soprattutto perché ho vissuto fuori casa. Non ero così lontana da un punto di vista geografico dai miei genitori, ma sicuramente sono maturata tanto. L’ultimo anno di liceo sono andata via da Forlì e sono tornata al Viserba Volley che nel frattempo era salita in serie B1. Quello è stato l’anno più speciale per me perché mia mamma giocava anche lei come palleggiatrice e mio papà era l’allenatore della squadra. Si è trattato di un periodo molto importante per me, soprattutto dal punto di vista formativo. Con i miei genitori abbiamo sempre cercato di non parlare di pallavolo fuori dalla palestra, proprio per non creare situazioni scomode. Dopo questa nuova parentesi con il Viserba Volley, squadra con cui ho ottenuto la promozione in serie A2, categoria che poi non è stata fatta a causa di problemi economici della nostra società, mi sono trasferita nelle Marche per giocare in serie B1. Mi sono iscritta all’Università, frequentando il Corso di Laurea in Informatica, e ho proseguito poi la mia Laurea Triennale a Trento perché la Facoltà di Informatica presente nel capoluogo trentino era di alto livello e ho avuto l’opportunità di giocare anche in serie A2 con la Delta Informatica Trentino. Ho terminato il mio percorso triennale a Trento e la scelta di venire qui a Torino è stata dettata dal fatto che presso il Politecnico di Torino c’era un corso di studi per la specialistica molto legato all’intelligenza artificiale, ambito di studi che avevo approfondito con il tirocinio curriculare fatto proprio alla Delta Informatica quando ero a Trento. Il mio approdo qui al CUS Torino è stato molto particolare. Avevo deciso di venire a Torino principalmente per motivi universitari, ma l’idea di continuare a giocare a pallavolo era sempre presente nella mia testa e l’aver trovato il CUS, un po’ per caso, è stata una piacevole scoperta. Tramite una mia amica sono venuta a conoscenza di questa fantastica realtà e dopo un paio di provini fui scelta a sostituire l’altra palleggiatrice che stava per lasciare il CUS. Da quel momento mi si è aperto davanti agli occhi un mondo meraviglioso e la stessa opportunità di diventare una borsista AGON mi ha colpito ancora di più. Sono atleta AGON da tre anni, esattamente da quando sono arrivata. Penso si tratti di un progetto di importanza capitale. Non ci sono molte società, soprattutto in questi tempi, che pongono la giusta attenzione e il giusto peso all’ambito formativo dei propri atleti. Il CUS Torino è una società all’avanguardia sotto questo aspetto e penso che questo sia un valore aggiunto non da poco. Personalmente sposo in toto la filosofia CUS e sono molto felice di fare parte del progetto AGON.”

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