Cristina Fiorio

“Sin da quando ero molto piccola ho praticato sport: ho iniziato con la danza classica quando frequentavo la scuola materna, oltre ad avere iniziato giovanissima a sciare. Con la danza, però, non è scattata la scintilla e dalle elementari ho iniziato ad avere questa passione sfrenata per il calcio, passione che continuo ad avere tuttora e quando ho tempo, infatti, guardo le partite della mia squadra del cuore, la Juventus. Da piccola non appena avevo un momento libero iniziavo a giocare con il pallone, anche da sola in cortile. Ho, dunque, iniziato a giocare a calcio e il Caselle è stata la mia prima squadra, dove sono stata un solo anno, quando avevo 8 anni. Poi mi sono spostata a Borgaro, dove giocavo con i bambini (maschi) della mia età, nella categoria “Pulcini”. Sono rimasta legata a questa società per tre anni fino a quando non mi ha chiamata il Torino (in quel caso avrei dovuto giocare con la squadra femminile). A Borgaro ho anche vinto il premio come “Atleta dell’anno 2007”, un premio che ogni anno veniva assegnato al giocatore più meritevole tra tutti gli atleti della società, dalla categoria dei più piccoli alla Prima Squadra. Io l’ho vinto per la mia categoria, “Pulcini”. La mia carriera calcistica ha avuto, poi, un’impennata con la chiamata proprio del Torino Femminile, ma non volevo diventare una calciatrice professionista. In seconda media, dunque, si è interrotto il mio percorso con il calcio. Sempre durante il periodo della scuola media, ricordo con piacere la mia parentesi nel mondo dell’atletica. Tutto è nato con la vittoria nella corsa campestre provinciale, a undici anni. Anche il secondo anno ho vinto la corsa provinciale e sono arrivata al secondo posto in quella regionale. In terza media ho vinto entrambe le gare, provinciale e regionale e mi sono qualificata per i Nazionali, andando a farli in Veneto, classificandomi poi tredicesima. Al terzo anno mi aveva anche notata un allenatore di atletica di Volpiano chiedendomi se avessi voluto fare gare con loro ed eventualmente iniziare a fare atletica a livello agonistico. All’inizio ho accettato di fare qualche gara, ma non è scattata la scintilla come è successo con la pallavolo e praticando entrambi gli sport ho deciso di dedicarmi totalmente a quest’ultimo.
L’amore per la pallavolo è nato sempre nel periodo della scuola media ed è stato del tutto casuale. A me il volley è sempre piaciuto, anche perché in famiglia mio padre e mia madre hanno giocato e mia sorella giocava e continua a giocare tuttora, ma non ho mai pensato di iniziare. Un pomeriggio, però, quando avevo 13 anni sono andata ad assistere a un allenamento a Caselle di una squadra Under 16 dove allenava una ragazza che conoscevo. Lei e un altro allenatore mi hanno coinvolta durante alcuni allenamenti e da quel momento ho iniziato ad approcciarmi con questo meraviglioso sport. Lo stesso allenatore che c’era a Caselle, Daniele Lia, seguiva anche l’Under 13 della Lilliput Settimo e da lì è cominciato, così, il mio percorso pallavolistico. A Settimo ho giocato in Under 13, 14 e due anni in Under 16, prima di passare all’Asti Volley Doc. Con questa squadra, a 17 anni, ho esordito in serie B1 e il mio allenatore era proprio Michele Marchiaro. Si trattava di un progetto che aveva come obiettivo la valorizzazione dei giovani. Sono stata allenata per due anni da coach Marchiaro, gli anni in cui ero ancora nell’Under 18 e giocavo in serie B1. Finite le Giovanili sono stata chiamata dal CUS Torino e avevo 18 anni. Dalla stagione 2015-2016 è iniziato un bellissimo percorso, prima con coach Bertini e poi nuovamente con coach Marchiaro, culminato con la promozione in serie A2. Il CUS Torino mi ha dato tanto, sotto tutti i punti di vista. Il mio primo anno qui è stato molto particolare: mi sono trovata in un mondo nuovo, anche e soprattutto per il fatto che fino a quel momento avevo giocato soltanto in squadre giovanili, di conseguenza il confronto con atlete più grandi di me è servito per farmi crescere mentalmente e pallavolisticamente. Daniela (Gobbo, capitana della squadra di serie A2) per me è stata ed è tuttora un punto di riferimento e mi ha aiutato molto con l’inserimento in questo gruppo e in questo mondo. Anche la società ha avuto un ruolo importante nella mia vita da atleta e in questi ultimi tempi mi ha dato tanto anche sotto l’aspetto legato al mondo universitario. Qui al CUS Torino sport e studio viaggiano di pari passo e con gli anni ho capito il valore di questa sinergia. Dall’anno accademico 2018-2019, dunque, sono diventata atleta AGON e frequento il Corso di Laurea in “Servizio sociale”. Non è facile coordinare tutti gli impegni della giornata, tra allenamenti, lezioni all’Università, esami e partite. L’organizzazione è tutto.“

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