LETTERA APERTA DELL’ATLETA AGON ELISA MOROLLI

La lettera aperta di Elisa Morolli, giocatrice della serie A2 del Barricalla CUS Torino Volley nelle ultime tre stagioni e studentessa dell’Università degli Studi di Torino prossima alla laurea in Informatica, che ha ringraziato l’Ateneo e il Centro Universitario Sportivo torinese per l’esperienza formativa, umana e sportiva vissuta nella nostra città .

Magnifici Rettori,
sono Elisa Morolli, studentessa dell’università di Torino e ormai ex giocatrice del Cus Torino di Volley.
Scrivo perché credo sia importante raccontarLe la mia esperienza.
Era il mese di giugno del 2016 quando decisi di trasferirmi a Torino per frequentare la Magistrale di Informatica grazie ad una interessante specializzazione che il dipartimento di Informatica dell’Università di Torino offre.
Ho sempre giocato a pallavolo durante il mio percorso di studi e volevo continuare a farlo. Ho così contattato il Centro universitario sportivo di Torino informandomi riguardo alla disponibilità per il mio ruolo, ignara del fatto che quello sarebbe stato l‘inizio di un’esperienza incredibilmente costruttiva e unica nel suo genere.
Con il Cus abbiamo iniziato un percorso di crescita culturale e sportiva bellissimo.
Mi hanno accompagnato durante i tre anni di studio tenendomi per mano e dandomi l’opportunità di usufruire della borsa di studio Agon, grazie alla quale sono riuscita a fare l’università, vivere a Torino e a praticare sport ad alto livello.
Torino è l’unica realtà italiana, almeno nel mondo del volley, a mettere a disposizione borse di studio dedicate agli sportivi ed alle ragazze che, come nel mio caso, desiderano creare basi solide per il futuro che le aspetta dopo o durante l’attività agonistica grazie alla preparazione universitaria, avendo anche la possibilità di militare nel campionato nazionale di pallavolo di serie A femminile.
Mi avete insegnato che una buona organizzazione permette di conciliare studio e sport e che anzi, è solo un aiuto nel raggiungimento di risultati importanti e inaspettati come è capitato a me in questi anni.
Il Presidente ha sempre voluto sottolineare che le due componenti “studio e sport aiutano a formare donne e uomini di successo, in grado di stare in equilibrio in ogni situazione di vita”.
Mi sento fortunata per aver vissuto in un ambiente sano dove ogni persona, indipendentemente dalla carica ricoperta o dalla disciplina rappresentata, è proiettato sull’obiettivo di crescita culturale, sportiva e di benessere personale e collettivo.
Ero a tanti chilometri di distanza dalla mia famiglia, ma non mi sono mai sentita sola, nemmeno nei periodi di difficoltà. Ho sempre avuto la certezza di poter contare su qualcuno che sicuramente mi avrebbe ascoltato e aiutato al massimo delle sue possibilità e mai giudicato.
Nonostante io abbia concluso il mio percorso universitario a Torino, per me è stato un onore aver indossato la maglia del Centro Universitario Sportivo come giocatrice e studentessa e aver condiviso e fatta mia una mentalità così innovativa e vincente.
Vi scrivo perché conosco quanto sia difficile e faticoso organizzare e gestire attività sportive di così alto livello, e vorrei dirvi quanto ho già detto al presidente alla fine della scorsa stagione quando ho saputo che era in forse l’iscrizione della squadra al campionato di serie A. Pur consapevole che la mia esperienza torinese era finita,  gli ho chiesto di  fare il possibile affinché questo progetto sportivo universitario potesse continuare.
L’importanza del progetto Agon non è quello che rappresenta a livello sportivo, ma il messaggio che sta dando a tutto il movimento sportivo italiano, che dopo i primi anni di dubbio ha iniziato a guardare il “modello sportivo universitario Torino” prima con curiosità ed ora con attenzione.
Continuate a contagiare quel mondo dello sport che troppo spesso misura solo il risultato sportivo.
Proteggete e divulgate questo modo di fare sport e università a tutto tondo.
Insomma, continuate a dare la possibilità agli atleti di vivere questa realtà che per i più è surreale, quasi incredibile, così coinvolgente da farmi sentir partecipe anche dopo la fine del percorso.
Concludo con un grazie a voi ed al CUS per avermi dato questa opportunità.

Cordiali saluti,

Elisa Morolli

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